Abbiamo partecipato al laboratorio di catechesi con l’Arte, che quest’anno affrontava il tema del “Legarsi, lasciarsi, essere lasciati, ricominciare”, senza possedere particolari competenze.
Il linguaggio artistico ci è innanzitutto stato proposto come via privilegiata per rileggere le esperienze di vita e di fede che ogni uomo e ogni donna vivono nella loro adultità.
Ci siamo infatti rese conto che l’arte ha una grande capacità di farci esplorare la nostra interiorità, portare alla luce quelle domande di senso che accompagnano i diversi passaggi della vita e leggere in essi l’agire talvolta misterioso di Dio.
Il linguaggio estetico intercetta, rielabora ed esprime tutte le parole dell’uomo, quelle dipinte, scolpite, musicate, scritte, raccontate...e, proprio attraverso l’osservazione delle diverse opere proposte, abbiamo compreso come sia possibile, emozionante e coinvolgente trovare risposte di senso, individuare chiavi di interpretazione del nostro vissuto e divenirne sempre più consapevoli.

Stefania: "Condividere con gli altri partecipanti al laboratorio questo lavoro di sguardo e ascolto e viverlo all'interno di tutto un bellissimo percorso sugli affetti e sui legami, che ha caratterizzato la proposta dell'UCD di quest'anno, mi ha fatto scoprire, non senza emozione, il senso di alcuni momenti complessi e sofferti che ho vissuto, ripensandoli con una nuova serenità. Nella serata guidata da Andrea Nante ho poi provato la gioia di "entrare" nel mondo sconosciuto dell'arte contemporanea con il suo linguaggio estremo e provocante, capace di suscitare sentimenti forti fino alle lacrime...e farti sentire viva e libera, anche in quelle lacrime".

Catia: "Ho partecipato con attesa e coinvolgimento a questo interessante percorso di formazione attraverso l’arte memore della tappa vissuta lo scorso anno sul tema dell’”Errare”.
I legami strutturano la nostra vita e sono preziosi, delicati, da non sottovalutare: per questo rivivere i miei e le loro fasi nelle opere di cui abbiamo fatto esperienza con tutti i nostri sensi, sentirli in dialogo con esse e poterli approfondire e meglio comprendere anche grazie agli echi interpretativi dei miei compagni di viaggio mi ha confermato la sorprendente possibilità dell’arte di farci immergere nella vita, di farne risuonare corde emotive anche dimenticate riconoscendo in esse senso e significato. In particolare l’arte contemporanea nella proposta di Andrea Nante ha saputo farmi immedesimare con grande emozione e commozione, grazie al suo linguaggio non convenzionale, autentico, crudo e contraddittorio, in tanti ‘scatti’ di realtà capaci di evocare storie, inclusa la mia, e il desiderio di continuare a scriverne altre insieme ad altri".

Per queste ragioni, avendo gustato la bellezza di questa esperienza di sguardo e condivisione, ci piacerebbe molto che questa proposta nutriente e formativa continuasse nei prossimi anni per essere accompagnate, e a nostra volta accompagnare altri, nel viaggio di scoperta della nostra e loro identità adulta.

Catia e Stefania