La festa dei cresimandi col vescovo al PalaPanini si rinnova, cambia testo e personaggi, ma centra ancora una volta il bersaglio, confermando il successo degli scorsi anni. Gli oltre 5mila tra ragazzi, catechisti e genitori non sono rimasti delusi dal restyling dell’incontro, appuntamento tradizionale per la diocesi modenese, organizzato dall’Ufficio Catechistico già negli anni Ottanta, che anche quest’anno ha visto collaborare l’Ufficio diocesano diretto da don Luca Palazzi, l’Azione Cattolica Ragazzi, l’Agesci e il Csi. “Spirito da grandi”, questo il titolo dell’appuntamento colorato e gioiosamente chiassoso come nella prassi, ha visto i cresimandi divisi nelle quattro zone della diocesi, ognuna associata ad un colore diverso - giallo per la montagna, rosso per la città, blu per la bassa e verde per la pedemontana.
Una domanda è stata al centro della festa e ha accompagnato lo spettacolo sul parquet della casa del volley modenese: «Cosa significa diventare grandi?»
Dopo una prima risposta dell’ispettore, l’antagonista, il personaggio introdotto in questa nuova edizione per mettere in dubbio la reale capacità dei ragazzi di vivere da grandi, la parola è passata al vescovo don Erio Castellucci, che riprendendo il Vangelo di Giovanni (“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”) ha spiegato nel suo intervento: «L’ispettore ha detto che diventare grandi significa essere alti, atletici e ben vestiti, significa avere tanti contatti e amici su Facebook. È vero, queste cose danno gioia e fanno sentire bene. Il metro della gioia. Ma qual è il vero metro della gioia? Non è la bilancia, che misura quanto siamo in forma, né il tabellone che ci dice chi vince e chi perde nello sport, né ancora il registro scolastico, perché anche prendere bei voti non è sufficiente per raggiungere la gioia. Il vero metro è dentro di noi ed è il nostro cuore: se amiamo abbiamo la gioia, se pensiamo solo a noi stessi abbiamo la noia. Faccio un augurio a tutti voi: che facciate entrare lo Spirito nel vostro cuore, per amare ed essere amati».
Il vescovo si è poi rivolto ai genitori presenti: «La più grande gioia per un genitore – ha spiegato il vescovo Castellucci – non è un grande successo scolastico né un importante risultato sportivo. Non importa se vostro figlio non è il migliore della classe, se non è un campione di calcio o se non ha tanti amici su Facebook. La più grande gioia è vedere i propri figli amati e capaci di amare. È questo il messaggio che ci dà Gesù. Non è sempre facile vivere nella gioia, perché le fatiche quotidiane sono tante, ma siete chiamati a dare questa testimonianza ai vostri figli e a trasmettergli questo valore: la capacità di amare e farsi amare».  Luca Beltrami (dalla Gazzetta di Modena di domenica 19)

L’UCD vuole ringraziare ancora una volta ai tanti, tantissimi, che hanno collaborato per la riuscita di questo evento: dagli attori ai ragazzi e ragazze delle coreografie, i responsabili delle segreterie che hanno gestito l’accesso al palazzetto e la «band» che ha animato il canto. Il Centro Sportivo Italiano, l’AGESCi e l’ACR. Un ringraziamento particolare va poi al Comune di Modena, alla Questura, alla Polizia Municipale, ai Vigili del fuoco e al 118 per aver messo a disposizione gratuitamente il loro tempo e la loro competenza.

Per una galleria di immagini e video potete andare sul sito della gazzetta di Modena o andare direttamente su questi indirizzi:

http://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/al-palasport-di-modena-la-festa-dei-cresimandi-con-il-vescovo/73722/74287?ref=search

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/foto-e-video/2017/03/18/fotogalleria/cresimandi-in-festa-con-il-vescovo-di-modena-1.15051339?ref=search#1

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/foto-e-video/2017/03/18/fotogalleria/che-festa-con-l-arcivescovo-erio-al-palapanini-di-modena-1.15051290?ref=search#3


La festa è stata anche l’occasione per raccogliere alimenti da donare alle persone che vivono situazioni di particolare difficoltà e precarietà come i profughi ospitati nella nostra diocesi e coloro che sono assistiti dal Centro «Porta aperta».

Grazie alla generosità di tante parrocchie sono stati raccolti:

50 kg tonno,
20 lt olio di semi
20 lt olio di oliva
5 lt olio da friggere
100 kg pasta
50 kg scatolame (fagioli, piselli).

 

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