I doni non vanno sciupati, tantomeno quello dello Spirito Santo. È questo il messaggio, semplice e diretto, mandato da don Erio Castellucci nella Giornata del Cresimandi, organizzata dall’Ufficio catechistico diocesano in un PalaPanini stracolmo con oltre 5mila tra ragazzi, educatori e genitori. L'appuntamento, annullato lo scorso anno per la scomparsa di mons. Lanfranchi, non ha tradito le attese e si è confermato come una grande festa per il primo vero incontro tra i giovani impegnati in un percorso di catechesi e il pastore della chiesa modenese, ieri protagonista di un’altra prima volta nella diocesi di Modena-Nonantola. «La Cresima per il cristiano è come l'esame di maturità per lo studente - ha spiegato il vescovo Erio prima dell'ingresso sul parquet del PalaPanini - dopo il quale uno non si limita a ricevere, ma comincia a dare». Dopo una prima parte fatta di canzoni, balli e colpi di scena, il culmine dell'incontro è stato il brano del Vangelo e il successivo intervento del vescovo, il quale, riprendendo i simboli assegnati alle quattro zone della diocesi (città, pedemontana, bassa, montagna), ha spiegato che «la felicità non sta nel cellulare, nei tablet, negli mp3 o negli hamburger. Sono oggetti che aiutano, ma che da soli non bastano: serve metterci il cuore. Ognuno di questi oggetti va usato col cuore. Voi - ha spiegato rivolgendosi ai ragazzi - state per ricevere il cuore di Dio. Spirito Santo è una parola lontana, ma la possiamo avvicinare dicendo che lo Spirito Santo è l'amore di Dio e senza amore la vita n0n ha senso. Lo Spirito Santo è anche un dono. L'augurio che faccio oggi ai bambini e ai genitori è questo: scartate lo Spirito Santo, come si fa con un regalo. Proprio come capita agli oggetti di cui abbiamo parlato, se si lascia incartato lo Spirito Santo non serve a niente. È il regalo più bello che riceverete nel giorno della Cresima, è l'amore di Dio che entra nel vostro cuore, non bisogna sprecarlo. Il segreto della gioia è questo: lasciare entrare l'amore di Dio dentro di voi». «È sempre una festa molto bella - ha spiegato al termine dell'incontro don Luca Palazzi, direttore dell'Ufficio catechistico diocesano -, a cui teniamo molto perché pensiamo sia un'occasione nella quale i ragazzi possano tutti insieme incontrare il vescovo e vivere un'esperienza di chiesa insieme. In questo passaggio importante che è la Cresima, dove entrano in una fase nuova della loro vita e hanno bisogno di essere sostenuti, sentire che non sono soli, ma c'è una comunità diocesana e un vescovo che li accompagna penso sia importante».